L’Aler di Brescia ha iniziato il proprio cammino verso la piena trasformazione in Ente a carattere economico, per la gestione di un patrimonio formato da circa 7.000 alloggi in proprietà e altri 2.000 alloggi circa "a riscatto", a cui si sono aggiunti, dal gennaio del 1998, anche 2.500 alloggi del Comune capoluogo e tutti gli edifici e le scuole di pertinenza dell’Amministrazione Provinciale. L’Aler indirizza il proprio operato attraverso i due filoni dell'edilizia residenziale pubblica. Ovvero, verso fasce deboli, a cui è rivolta l’iniziativa di edilizia popolare sovvenzionata e verso ceti con reddito medio-basso, a cui fornire opportunità di accesso alla casa attraverso l’edilizia agevolata o convenzionata.

Due ambiti, naturalmente, con caratteristiche ben diverse, ma che in entrambi i casi chiamano in causa la massima collaborazione degli Enti Locali, in ambito programmatorio, tecnico e gestionale. Nel primo caso, anche sulla scorta dell’esperienza bresciana condotta negli ultimi anni in città ed in tutta la provincia, occorre riflettere su alcuni punti che rappresentano spesso dei limiti veri e propri: gli interventi realizzati in sovvenzionata hanno spesso fornito una sola risposta quantitativa, con l’utente, che, per la rigida normativa esistente in materia, diviene inquilino a vita dell’Aler o dei Comuni.

Interventi finalizzati soprattutto a situazioni di forte tensione abitativa. Ma non sempre essi riescono a tener conto, viceversa, di nuove insorgenze, di nuove priorità, di indici demografici che evidenziano, per esempio, le necessità crescenti della popolazione anziana, le difficoltà delle giovani coppie, i casi di emarginazione. In questo caso la sinergia Aler – Amministrazioni Comunali è certamente modello operativo proponibile per fornire risposte esaurienti.